Cenni Storici

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​La storia dei Padri Carmelitani Scalzi a Bolzano inizia il 9 aprile del 1940 sotto il pontificato di Pio XII. I frati si stabiliscono a Gries, zona di orti e vigneti, annessa da vent’anni alla città di Bolzano, presso Villa Annie, sede provvisoria del primo convento carmelitano in Alto Adige. Nel febbraio 1944 furono cacciati da quella casa dai nazisti e si rifugiarono in Val di Non a Malosco presso la casa dei Padri Stimmatini. Tornarono in città nell’autunno del 1945 e due anni dopo acquistarono la Villa Elisabeth in Viale Principe Eugenio di Savoia, costruzione in stile liberty del 1840 che prende il nome dalla principessa Sissi, l’imperatrice Elisabeth, moglie di Francesco Giuseppe d’Asburgo, che vi avrebbe pernottato nel 1880.

Questa casa, ristrutturata al suo interno, è la sede dell’attuale convento. Nel pomeriggio del 18 maggio 1952 il card. A.G. Piazza, carmelitano della Provincia Veneta, già Patriarca di Venezia, e allora presidente della Congregazione ‘Concistoriale’, pose la prima pietra della erigenda chiesa annessa al convento. Il 10 ottobre del 1954, anno mariano, il principe-vescovo di Trento mons. C. de Ferrari procedette alla benedizione del nuovo luogo sacro, intitolato alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (lo stesso progetto fu poi adottato per la chiesa di Kanazawa in Giappone). Nel 1964 viene creata la diocesi di Bolzano-Bressanone, con il primo vescovo J. Gargitter, consacrato dal card. Piazza.

Dal 1970 su disposizione vescovile si affidò ai carmelitani la cura d’anime di una porzione della parrocchia di Gries, erigendola in ‘Vicaria’ o ‘Espositura’, con le competenze spettanti ad una parrocchia. Per rispondere alla necessità di nuovi spazi per esigenze pastorali, la chiesa venne rimaneggiata negli anni 1980-1981. La navata della chiesa non sarebbe più stata a campate in legno ma a cassettoni romani, sopra di essa si ottennero due piani per le opere pastorali. L’attuale chiesa venne inaugurata il 15 ottobre 1981.

Dal 18 luglio al 24 agosto 2019  sono stati realizzati gli affreschi nel presbiterio e nell'antipresbiterio della chiesa ad opera del maestro Paolo Orlando, artista noto sia in Italia che all'estero.

Nel catino dell'abside egli ha  raffigurato con toni leggeri e insieme  luminosi Cristo Gesù e la Vergine Santa attorniati dai dodici Apostoli collocati nella gloria della Gerusalemme celeste. La città santa, immagine della Chiesa, da cui sgorga l'acqua della vita, ha le classiche porte che avanzano fuori dell'abside e adornano anche le pareti che stanno verso l'aula della chiesa. Con molti preziosi  richiami biblico-teologici l'autore si è ispirato principalmente alla tradizione iconografica orientale. 

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Ne sono esempi le stelle o la mezzaluna (presente prima dell'Islam come richiamo di Maria). ha inoltre raffigurato vari elementi della scuola carmelitana (le viti fiorenti, le montagne, lo stemma). 

Alla fine della messa  delle 18.30 di domenica 25 agosto presieduta da Mons. Michele Tomasi, l'autore Paolo Orlando ha spiegato alla comunità i principali aspetti del suo lavoro ed è avvenuta la benedizione e inaugurazione degli affreschi. Nella preghiera della benedizione Mons. Tomasi ha sottolineato: "Tu, Signore, ci hai donato il tuo Volto umano dando così nuova dignità a tutti i nostri volti e secondando il nostro bisogno di immagini che Ti ricordino nei tuoi misteri... Noi, Signore, spesso distratti e incapaci di ammirazione per le tue opere nel Creato, sentiamo il bisogno di essere educati alla Bellezza attraverso l'arte  che illustri i misteri della tua Redenzione. Vogliamo che l'arte pittorica ci aiuti a migliorare l'arte della nostra preghiera".